Cos’è la sextortion e cosa bisogna fare?
La sextortion è un reato: qualcuno minaccia di diffondere immagini intime di un ragazzo o una ragazza se non paga o non ne manda altre. Spesso inizia con un profilo falso, complimenti veloci e il passaggio a un’altra app. Se succede: non rispondere più, non pagare, salva le prove, parlane con un adulto e segnala. Non è colpa tua.
▶ Prova tuPerché è importante
I criminali fingono di avere la tua età, conquistano fiducia in fretta e poi ricattano con le immagini. Se conosci lo schema puoi fermarlo presto, e se è già successo saprai esattamente cosa fare.
In 6 minuti saprai
- Profili falsi, flirt veloce, cambio di app e fretta sono segnali rossi.
- Non pagare mai. Smetti di rispondere, salva le prove, parlane, segnala.
- Non è colpa tua e non finirai nei guai. L’aiuto c’è, in modo riservato.
Cosa eserciterai
Controllo della chat
Un profilo nuovo ti scrive. Per ogni messaggio decidi: ok o segnale rosso? Prima riconosci lo schema, meglio è.
giulia.sole_16 · nuova richiesta di messaggio
- Lunedì, 21:40
- ciao 👋 mi sei uscito tra i suggeriti, abbiamo 3 amici in comune (Ok)
Le richieste tramite amici in comune sono normali. Ma gli amici in comune non provano che un profilo sia vero. - il mio account è nuovo, ho cancellato quello vecchio per dei casini (Segnale d’allarme: Profilo falso)
Un profilo nuovo con pochissimi post è tipico degli account falsi. La scusa veloce serve a non farti venire dubbi. - che musica ascolti? (Ok)
Una domanda del tutto normale per conoscersi. - ok giuro sei bellissimo 😍 non dico mai queste cose (Segnale d’allarme: Flirt veloce)
Grandi complimenti dopo pochi minuti sono un trucco tipico. Servono a trascinarti prima che tu ci pensi. - Martedì, 22:15
- scriviamoci su un’altra app, lì è più privato 🔒 (Segnale d’allarme: Cambio di app)
Passare a una chat privata serve ad aggirare gli strumenti di segnalazione. Resta dove sei o chiudi il contatto. - mi sento già così vicina a te, come se ci conoscessimo da sempre (Segnale d’allarme: Vicinanza improvvisa)
La vera vicinanza ha bisogno di tempo. Chi parla così dopo due giorni sta cercando di forzare la fiducia. - com’è andata oggi? (Ok)
Da sola è innocua. Ma insieme al resto si vede uno schema. - fidati di me e basta. ma adesso, se no sparisco 😏 (Segnale d’allarme: Pressione e fretta)
Fretta più “fidati di me”: è il momento di chiudere la chat. Non mandare niente, fai gli screenshot, parlane con qualcuno.
Mito o verità?
Chi ricatta conta sulla vergogna e sul panico. Gira le carte e scopri cosa è vero davvero.
- 💸 “Se pago, la cancellano.”
- Quasi mai. Se paghi una volta, di solito arrivano nuove richieste. Pagare non ferma il ricatto.
- 😔 “È colpa mia perché ho risposto.”
- No. Spesso dietro ci sono bande organizzate che ingannano apposta. La colpa è solo loro.
- 🚔 “Se lo dico a qualcuno, finisco nei guai.”
- No. Se ti ricattano, sei vittima di un reato. Polizia e linee d’ascolto sono lì per aiutarti, non per punirti.
- 🌐 “È troppo tardi, ormai è online.”
- L’aiuto c’è. Servizi gratuiti aiutano chi ha meno di 18 anni a far rimuovere immagini così, e le piattaforme devono agire sulle segnalazioni.
I cinque passi
Qualcuno minaccia di diffondere un’immagine se non viene pagato. Metti i cinque passi nell’ordine giusto.
- Smetti di rispondere e non trattare
- Non pagare, nemmeno “solo una volta”
- Salva le prove: screenshot della chat, nome del profilo e richieste
- Parlane con un adulto di cui ti fidi
- Segnala alla piattaforma e alla Polizia Postale, e chiedi la rimozione dell’immagine
Cosa puoi fare
Non devi affrontarlo da solo. La vergogna è di chi ricatta, non tua.
- 🛑 Fermati
- Smetti di rispondere, non pagare. Non cancellare la chat: prima fai gli screenshot, poi blocca.
- 🧹 Falla rimuovere
- Take It Down (NCMEC) aiuta chi ha meno di 18 anni a far togliere immagini nude. Il Garante Privacy può bloccare la diffusione di immagini intime.
- 🚔 Segnala
- La sextortion è un reato. Segnalala alla Polizia Postale, anche online. Se qualcuno è in pericolo adesso, chiama il 112.
- 💜 Parlarne aiuta
- Ti senti davvero giù? Parlane subito con qualcuno: Telefono Azzurro, 19696, gratis, 24 ore su 24, anche in chat.
Ricorda
Non pagare mai e non affrontarlo mai da solo. La vergogna è di chi ricatta.
La vergogna è di chi ricatta. L’aiuto c’è.
Dati chiave
- Il centro statunitense per i minori scomparsi e sfruttati (NCMEC) ha ricevuto 26.718 segnalazioni di sextortion a scopo di denaro nel 2023, contro le 10.731 del 2022. · Fonte: NCMEC, dati sulla sextortion, aprile 2024
- Nel Regno Unito la polizia avverte che gran parte dei casi di sextortion a scopo di denaro riguarda ragazzi maschi tra i 14 e i 18 anni, presi di mira di solito da gruppi criminali organizzati all’estero. · Fonte: National Crime Agency (Regno Unito), avviso ai professionisti della scuola, aprile 2024
- In Italia nel 2024 la Polizia Postale ha trattato 114 casi di sextortion ai danni di minori; l’84% delle vittime erano maschi. Molti non denunciano per vergogna. · Fonte: Polizia Postale, Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO), dati 2024
- Il consiglio della polizia è chiaro: non pagare, interrompi il contatto e blocca, ma non cancellare i messaggi, perché sono prove. · Fonte: National Crime Agency (Regno Unito), aprile 2024
Aggiornato:
Domande frequenti
Bisogna pagare chi fa sextortion?
No. Pagare raramente ferma le minacce e spesso porta a nuove richieste. Smetti di rispondere, salva le prove, blocca e segnala.
Finisco nei guai se ho mandato una foto e ora mi ricattano?
No. Se ti ricattano, sei vittima di un reato. Polizia, linee d’ascolto e adulti di fiducia sono lì per aiutarti e fermare chi ricatta, non per punirti.
Come inizia di solito la sextortion?
Spesso con un profilo nuovo, simpatico o che flirta, che finge di avere la tua età, complimenti veloci e il passaggio rapido a un’app privata. Poi arriva la pressione per mandare immagini, e infine le minacce.
Si può far rimuovere da internet un’immagine nuda di un minorenne?
Sì, spesso. Take It Down del NCMEC aiuta chi ha meno di 18 anni a far trovare e rimuovere le immagini dalle piattaforme. In Italia puoi anche rivolgerti al Garante Privacy e alla Polizia Postale.
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